Un’occasione da non perdere: l’alleanza tra politica e scienza per la salute e lo sviluppo del Paese

Mai come in queste ultime settimane abbiamo sentito i politici dibattere sui temi della scienza.

Libertà di cura, vaccini, futuro del sistema sanitario nazionale, in un equilibrio difficilissimo tra diritti dei cittadini e sostenibilità per i conti dello Stato, sono argomenti fondamentali che tutti i partiti hanno il dovere di trattare.

Riteniamo urgente l’allineamento e il rispetto reciproco tra scienza e politica, che mai dovrebbero essere fazioni contrapposte: è dall’imprescindibile alleanza tra queste che dipendono la salute e lo sviluppo economico e sociale del Paese.

In un mondo ideale nessun politico dovrebbe prendere decisioni senza essere informato sui temi, di volta in volta specifici, dagli scienziati. Questi ultimi, tuttavia, sono chiamati ad ottemperare ad un confronto continuo con i politici, non solo per metterli al corrente delle innovazioni e aggiornamenti scientifici, ma ancora di più per far comprendere il metodo e i passaggi logici che a tali risultati innovativi hanno portato.

Negli Stati Uniti i rapporti fra scienza e politica sono affidati a “National Academy of Sciences”, Accademie Nazionali che ogni anno pubblicano più di 200 rapporti ideati da un lato per trasmettere al grande pubblico la posizione degli scienziati su temi di interesse generale sui quali ogni cittadino si confronta quotidianamente, dall’altro per permettere ai politici di legiferare tenendo conto delle conoscenze disponibili.

E in Italia? Siamo ancora molto indietro. Sul piano teorico evitare che scienza e politica diano vita a un dialogo tra sordi sembrerebbe semplice, nella pratica non è così.

La politica è la scienza del possibile e della mediazione, i risultati della scienza derivano da un metodo seguito e perfezionato nei secoli, ma realizzarlo concretamente richiede rigore e coraggio; questi mondi fanno fatica ad incontrarsi.

Nel corso dell’ultima legislatura, il Ministro Beatrice Lorenzin ha dimostrato invece che un dialogo più stretto e proficuo tra istituzioni e mondo della ricerca e le sue attività di produzione, diffusione e applicazione di conoscenze è possibile e fattibile, ed anzi deve essere esteso a tutti i settori della pubblica amministrazione.

Nel corso degli ultimi anni solo il forte dialogo tra scienza e politica ha generato due grandi interventi di Sanità Pubblica: lo stop al finanziamento dello Stato a Stamina è stato un atto coraggioso dettato dall’inoppugnabile verità scientifica che ben prima dei Tribunali ha detto chiaramente che quella sperimentazione era un pericoloso falso, dannoso per le persone sottoposte alle false terapie. Così come la più recente legge sull’obbligatorietà dei vaccini, di fronte alle preoccupanti statistiche nazionali, è stato un intervento di Sanità Pubblica che ha messo in sicurezza i piccoli italiani e creato un modello che ha ispirato molti governi occidentali.

La scienza è maggiormente in grado di contribuire a policies migliori se i ricercatori e i politici condividono reti comuni, si fidano l’uno dell’altro, rappresentano gli interessi di tutte le parti in modo onesto e aperto e comunicano in modo chiaro ed efficace.

Noi crediamo che la strada intrapresa sia quella corretta, dichiariamo la totale disponibilità all’ascolto e alla circolazione dei dati scientifici a supporto di ogni iniziativa che il decisore politico dovrà assumere e auspichiamo un sempre maggiore dialogo nell’esclusivo interesse del Paese e dei suoi cittadini. 

Walter RICCIARDI
Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità
Professore Ordinario di Igiene, Università Cattolica del Sacro Cuore

Un’occasione da non perdere: l’alleanza tra politica e scienza per la salute e lo sviluppo del Paese

Mai come in queste ultime settimane abbiamo sentito i politici dibattere sui temi della scienza.

Libertà di cura, vaccini, futuro del sistema sanitario nazionale, in un equilibrio difficilissimo tra diritti dei cittadini e sostenibilità per i conti dello Stato, sono argomenti fondamentali che tutti i partiti hanno il dovere di trattare.
Riteniamo urgente l’allineamento e il rispetto reciproco tra scienza e politica, che mai dovrebbero essere fazioni contrapposte: è dall’imprescindibile alleanza tra queste che dipendono la salute e lo sviluppo economico e sociale del Paese.
In un mondo ideale nessun politico dovrebbe prendere decisioni senza essere informato sui temi, di volta in volta specifici, dagli scienziati. Questi ultimi, tuttavia, sono chiamati ad ottemperare ad un confronto continuo con i politici, non solo per metterli al corrente delle innovazioni e aggiornamenti scientifici, ma ancora di più per far comprendere il metodo e i passaggi logici che a tali risultati innovativi hanno portato.https://iss-manifesto.azurewebsites.net/wp-admin/admin.php?page=dk_speakout_addnew&action=edit&id=1&_wpnonce=c66497c3b5
Negli Stati Uniti i rapporti fra scienza e politica sono affidati a “National Academy of Sciences”, Accademie Nazionali che ogni anno pubblicano più di 200 rapporti ideati da un lato per trasmettere al grande pubblico la posizione degli scienziati su temi di interesse generale sui quali ogni cittadino si confronta quotidianamente, dall’altro per permettere ai politici di legiferare tenendo conto delle conoscenze disponibili.
E in Italia? Siamo ancora molto indietro. Sul piano teorico evitare che scienza e politica diano vita a un dialogo tra sordi sembrerebbe semplice, nella pratica non è così.
La politica è la scienza del possibile e della mediazione, i risultati della scienza derivano da un metodo seguito e perfezionato nei secoli, ma realizzarlo concretamente richiede rigore e coraggio; questi mondi fanno fatica ad incontrarsi.
Nel corso dell’ultima legislatura, il Ministro Beatrice Lorenzin ha dimostrato invece che un dialogo più stretto e proficuo tra istituzioni e mondo della ricerca e le sue attività di produzione, diffusione e applicazione di conoscenze è possibile e fattibile, ed anzi deve essere esteso a tutti i settori della pubblica amministrazione.
Nel corso degli ultimi anni solo il forte dialogo tra scienza e politica ha generato due grandi interventi di Sanità Pubblica: lo stop al finanziamento dello Stato a Stamina è stato un atto coraggioso dettato dall’inoppugnabile verità scientifica che ben prima dei Tribunali ha detto chiaramente che quella sperimentazione era un pericoloso falso, dannoso per le persone sottoposte alle false terapie. Così come la più recente legge sull’obbligatorietà dei vaccini, di fronte alle preoccupanti statistiche nazionali, è stato un intervento di Sanità Pubblica che ha messo in sicurezza i piccoli italiani e creato un modello che ha ispirato molti governi occidentali.
La scienza è maggiormente in grado di contribuire a policies migliori se i ricercatori e i politici condividono reti comuni, si fidano l'uno dell'altro, rappresentano gli interessi di tutte le parti in modo onesto e aperto e comunicano in modo chiaro ed efficace.

Noi crediamo che la strada intrapresa sia quella corretta, dichiariamo la totale disponibilità all’ascolto e alla circolazione dei dati scientifici a supporto di ogni iniziativa che il decisore politico dovrà assumere e auspichiamo un sempre maggiore dialogo nell’esclusivo interesse del Paese e dei suoi cittadini.

Walter RICCIARDI
Professore Ordinario di Igiene, Università Cattolica del Sacro Cuore,
Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità

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